I viaggi delle spezie

I viaggi delle spezie, sono un invito a seguire le rotte delle spezie.

Ecco che le spezie prendono un altro significato. Non solo a tavola o come farmaci e trattamenti naturali, ma anche come esperte ispiratrici di viaggi.

Io le vedo che si spostano tra un continente e l’altro, che seguono vie marine e terrestri, si animano e raccontano storie, trasportano idee.  

I viaggi delle spezie, sono per mare e per terra intrecciandosi con le vie della seta e dell’incenso.

Ogni spezia segue un suo itinerario, una ispirazione al viaggio alla scoperta di antiche rotte marine o di antiche vie carovaniere.

Quando i Portoghesi arrivarono in Asia dopo la circumnavigazione dell’Africa, il mondo cambiò. Le rotte marine partivano da Lisbona,  doppiavano il Capo di Buona Speranza, risalivano le coste dell’Africa orientale che ancora oggi sono intrise di fragranze e colori, attraversando il mare arabo per arrivare GoaCalicut Cochin nel Malabar sulla costa sud-occidentale dell’India, l’odieno Kerala. Da lì si proseguiva circumnavigando India e Sri Lanka e attraversando il Golfo del Bengala, lo Stretto di Malacca, l’attuale Malesia, il Mar di Sunda e il Mar di Banda fino alle Isole delle Spezie, le isole di Banda uniche produttrici all’epoca di noce moscata e chiodi di garofano  per arrivare a Nord del Sulawesi la antica Celebes con AmbonTidore Ternate. 

Chi non si è perso almeno una volta in uno dei tanti mercati delle spezie?

Le spezie hanno ispirato la mia voglia di andare per il mondo, mi piace definirmi una speziale volante. E a te le spezie che effetto fanno? così mi sono decisa a seguire le scie delle spezie insegundole grazie ai viaggi delle spezie.

Chi non ha comprato delle spezie come souvenir?

Leggère e facilmente trasportabili, le spezie hanno percorso migliaia di chilometri. Dall’estremo Oriente all’Europa, dalle Indie all’America, passando per l’Africa e il Mediterraneo.

Oggi le nostre amate viaggiatrici valorose e speciali, seppure meno famose, meno costose ed indispensabili di un tempo, grazie alla cucina etnica/regionale e le medicine non convenzionali, si fanno ancora apprezzare, ma difficilmente rivelano la loro epica storia.

Nell’antichità “The Spice Trade” era la più grande industria del mondo. I viggi delle spezie sin dall’antichità.

Le spezie ha influenzato l’ascesa e la caduta degli imperi, ed è stata la chiave per lo sviluppo delle civiltà in Cina, India, Egitto, Persia, Arabia e Roma.

Per cosa si usavano le spezie?

Perché le spezie?

A cosa servivano le spezie? Il loro valore commerciale era enorme perché si usavano per insaporire le pietanze, ma erano indispensabili nella conservazione degli alimenti. Niente frigo allora via con le spezie. Ma non solo erano usate nella preparazione e formulazione di medicinali, profumeria, rituali socio-culturali e religiosi.

Le spezie erano indispensabili per rendere prezioso tutto quello che sembrava banale.

Le spezie venivano usate sin da tempi antichissimi.

Gli Egizi le usavano per l’imbalsamazione e per i profumi. I fenici le scambiavano con il sale.

Durante l’impero Romano le spezie ebbero una diffusione enorme, nonostante ci fossero già dei monopoli consolidati per il loro commercio.

Gli Arabi mantennero il monopolio sulle vie commerciali delle spezie anche dopo alcuni secoli dalla caduta di Roma.

Il commercio delle spezie richiedeva il pagamento di imposte e pedaggi, rigorosamente in oro.

La domanda era altissima, Il prezzo era elevato perché rare e difficilmente reperibili.

L’immensa ricchezza generata dal commercio delle spezie portò inevitabilmente a guerre, violenze e soprusi.

Dopo gli Arabi, furono i veneziani che si appropriarono del monopolio del commercio delle spezie.

La Venezia di Marco Polo dominerà il traffico delle spezie per più di un secolo. Ecco i viaggi delle spezie a quell’epoca

Il Portogallo però studiò una strategia per scoprire nuove rotte verso l’Oriente, per abbattere il monopolio dei Veneziani e trovare nuove vie commerciali marine anziché terrestri e ovviamente aspirare a detenerne il controllo.

Così in pochi decenni circumnavigarono l’Africa, fondano colonie sulle coste dell’India, scoprirono il Brasile e raggiunsero le Molucche, chiamate “Isole delle spezie” dove crescevano noce moscata e chiodi di garofano.

Negli stessi anni Colombo scopre l’America in cerca della via più breve per raggiungere l’India . La Spagna così comincia la conquista del Centro e Sud America, facendo scoprire spezie e non solo, fino ad allora sconosciute.

Per contrastare il dominio commerciale delle spezie da parte dei Portoghesi altri paesi investono in compagnie commerciali sulle rotte marine delle spezie.

Nascono le varie  “Compagnie” delle Indie Inglese, Olandese e della Francia, che nel tempo strappano il predominio al Portogallo.

Gli olandesi, crearono la più potente compagnia al mondo per il commercio e la vendita esclusiva delle spezie dai principali luoghi di produzione (India, Ceylon, Malesia, Molucche, Cina e Giappone).

I francesi grazie ai “furti”di Pierre Poivre (Poivre in francese significa pepe), il più grande ladro di spezie della storia, riuscirono ad impossessarsi dei semi per piantare le spezie in altre isole dell’Asia, Africa e Caraibi.

Ma come sempre le cose stanno per cambiare, le spezie cominciano a perdere di valore e l’interesse si sposta su altri beni commerciali, come zucchero, cacao e fibre tessili.

Che dobbiamo fare? Le mode cambiano e pure i bisogni indotti dall’offerta.

I semi rubati e ormai piantati ovunque, determinano anche la fine del commercio ricchissimo delle spezie perché la maggiore diffusione e facilità di approvvigionamento contribuiscono al loro declino in termini commerciali.

Le spezie cominciano così il loro viaggio lungo il viale del tramonto, da viaggiatrici coraggiose a souvenir quasi insignificanti.

I viaggi delle spezie possono insegnare molto, perché hanno facilitato la diffusione di idee, informazioni, nuove conoscenze, (beni immateriali che però cambiano il mondo) non solo scambi commerciali.

Grazie al loro commercio si sono incontrate Culture, religioni, lingue, popoli, competenze, conoscenze, arte e scienza.

Fonti: www.expo2015.org

https://en.unesco.org/silkroad/content/what-are-spice-routes